Esiste una petizione online su Change.org creata a fine ottobre 2025 che ha come obiettivo l’abolizione o la modifica della raccolta differenziata a carico diretto dei cittadini. (https://www.change.org/p/basta-raccolta-differenziata-a-carico-dei-cittadini).
L’iniziativa lamenta gli oneri e chiede il cambiamento delle modalità della gestione del servizio, non l’obbligo in sé, perché ricordiamoci la raccolta è un obbligo di legge in Italia, previsto dalla normativa (Dlgs 152/2006) per recuperare materie prime e ridurre i rifiuti in discarica.
Oltre a questa iniziativa nazionale, si registrano periodicamente proteste e raccolte firme a livello locale in diverse parti della Sicilia, spesso in concomitanza con l’introduzione di nuovi metodi di raccolta, come il “porta a porta”, o per i costi elevati del servizio.
Ad esempio il 01 aprile 2025 assistiamo alla campagna social dell’assurdo di Matranga e Minafò intitolata “Basta con la dittatura della raccolta differenziata”. (fonte https://www.palermotoday.it/attualita/campagna-social-differenziata-matranga-minafo-video.html. Insomma sia che ne se ne parli in termini surreali che propositivi il “Rifiuto” e la sua gestione fanno tanto parlare.
Neanche a dirlo proprio ieri la Corte dei Conti -Sez di controllo- di Palermo boccia il ciclo dei rifiuti in Sicilia, parlando di “Gravi carenze”.
I Giudici si spingono oltre non limitandosi a bocciare la gestione dei rifiuti e delle discariche: “In Sicilia il ciclo dei rifiuti “è caratterizzato da gravi carenze programmatorie, organizzative, gestionali, informative ed attuative, che determinano a cascata ancor più gravi inefficienze nella pianificazione, nel monitoraggio e controllo delle attività e, conseguentemente, nell’impiego delle risorse pubbliche”. (Cit diretta della Decisione del 5 dicembre u.s.).
Costoro chiedono il rispetto da parte del governo regionale di 11 punti per uscire dai miasmi generati dai suoli alterati delle discariche.
Tutto è un “Rifiuto” in Sicilia; un No secco dei cittadini che promuovono petizioni nazionali e locali e un No degli organi decisionali.
In effetti già nel 2022 Sindaci, cittadini e anche parlamentari denunciarono l’inefficenza dell’allora Governo Regionale Musumeci, in ordine la discarica di Mazzarà, dichiarando che da una emergenza gestionale e ambientale dei rifiuti si era giunti ad una igienico-sanitaria. (fonte https://srrmessinaprovincia.it/mazzarra-limpianto-negato-simbolo-del-fallimento-della-politica-sui-rifiuti-del-governo-musumeci/).
In sintesi, la situazione della raccolta differenziata in Sicilia è complessa: nonostante i progressi in alcuni comuni virtuosi (come Messina, Vittoria e Alcamo), la regione fatica a raggiungere gli obiettivi UE e quelli dell’Agenda 2030.
Le cause sono riconducibili alle carenze impiantistiche, gestione inefficiente e costi elevati, portando a un quadro definito “fallimentare” da alcuni, con tariffe TARI più alte per i cittadini e la necessità di impianti strategici come i termovalorizzatori, per cui sono in corso progetti a Palermo e Catania.
Le soluzioni in campo ad oggi risulterebbero in linea con il resto dell’Italia e dell’UE.
I Termovalorizzatori per i quali la Regione ha avviato progetti per la loro realizzazione a Palermo e Catania, visti come soluzioni strategiche per chiudere il ciclo dei rifiuti e ridurre la dipendenza da altre regioni, riallinierebbero la Sicilia con il resto dell’Italia che ne conta già 36 (https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/termovalorizzatori-in-italia/).
In conclusione la Sicilia si trova a un bivio perenne: da un lato le criticità strutturali e i rischi di fallimento, dall’altro segnali di ripresa grazie a progetti come quelli dei termovalorizzatori. Ma nel frattempo i cittadini pagano in termini di tasse e di salute.
